mercoledì 16 novembre 2011

Recensione: "Il domani che verrà"

Oggi voglio recensirvi un romanzo che poteva rivelarsi davvero interessante, ma che purtroppo non mi ha pienamente convinta.. Il domani che verrà, primo volume della (lunghissima) The Tomorrow Series, è ambientato in uno scenario da Terza Guerra Mondiale, e l'idea di base era davvero particolare..

Preparatevi a lottare per il futuro.

Titolo: Il domani che verrà
Autore: John Marsden
Prezzo: 14,90 €
Pagine: 250
Pubblicazione: 2011
Editore: Fazi
       

Valutazione
Image and video hosting by TinyPic
Trama: Australia, contea di Wirrawee. Nella campagna vicino Melbourne la vita scorre lenta e monotona, ma otto ragazzi hanno trovato un modo di sconfiggere la noia che li assale ogni estate: una gita nella natura selvaggia del bush australiano. Macchina, bagagli, tende, provviste, tutto è pronto per una nuova avventura. Hell è la loro destinazione: una radura luminosa e isolata che sarà la loro casa per una settimana, un paradiso chiamato Inferno. Davanti al fuoco a raccontarsi storie, a scambiarsi i primi baci e leggere classici di altri tempi, gli otto ragazzi non sanno che al loro ritorno la vita non sarà più la stessa. Le loro case vuote, i loro animali domestici morti, un’aurea di desolazione che avvolge ogni cosa. L’Australia è stata occupata dalle forze militari, i cittadini sono stati rinchiusi in prigione: tra i detenuti ci sono i loro genitori, i loro fratelli e sorelle. Affrontando paure e indecisioni, gli otto ragazzi decidono di combattere, sapendo di essere i soli nelle cui mani c’è ancora una possibilità di salvezza, di riprendersi il loro domani.


Malattie, infezioni, guerra, virus, invasioni. Che cos'hanno in comune tutte queste cose? Queste tragedie, a rigor di logica, fanno tutte parte dell'elenco di cose che.. "Capitano sì, ma non qui, non a noi." e questo è anche quello che pensano Ellie e il suo gruppo di amici quando, accampati in una radura nel folto del bosco, vedono frecciare in cielo una formazione di jet a luci spente. E poi un'altra, e un'altra ancora.
Ma qual è lo scenario che li attende una volta tornati?
Le loro case sono vuote, saccheggiate. Le strade deserte, gli animali domestici morti e gli abitanti di Wirrawee sembrano scomparsi e gruppi di soldati girano armati per il paese.
L'Australia è stata invasa da una forza militare nemica, e loro sembrano gli unici ad essere scampati alla tragedia. Le famiglie, i vicini, i fratelli e le sorelle.. tutti gli abitanti sono stati fatti prigionieri, lasciando il loro futuro nelle mani di sette giovani ragazzi.
Questa lettura è stata senz'altro piacevole e scorrevole, tanto che il libro, seppur piccolo, l'ho letto complessivamente in 2 giorni. E' un libro d'avventura, di coraggio e amore che ha venduto milioni di copie, e da cui è stato tratto il film (in uscita questo mese). La mia reazione sincera, però, sarebbe: "Milioni di copie?! Sì, ma per l'idea, non per il libro in sé!" ma andiamo con calma perché, pur avendomi deluso, Il domani che verrà è un libro piacevole.
A raccontarci la storia è Ellie che, di comune accordo con il resto del gruppo, scrive tutta la loro avventura affiché non venga dimenticata. Insieme a lei ci sono Fi, ragazza ricca e sofisticata, Lee, intelligente e serio, Homer, razionale e calcolatore, la sua migliore amica Corrie e Kevin. Oh, sì, ci sarebbero anche Chris e Robyn, ma non penso valga la pena di nominarli. La mia idea era che in una situazione simile i personaggi dovessero subire un cambiamento, dovessero acquistare profondità e spessore, invece questi sette ragazzi sono piatti come fogli, quando si tratta di carattere. Certo, abbiamo capito che Lee è quello intelligente e Fi quella perfettina, ma il problema è proprio che lo abbiamo capito, non sentito. Se non fosse stato per i nomi che li distinguono mi sarei chiesta per 250 pagine se la protagonista non fosse una sola, semplicemente spiaccicata sulla carta per sette volte.
Il triangolo amoroso tra Ellie, Lee è Homer è semplicemente vergognoso, buttato là solo perché si sa, un po' d'amore rende tutto più interessante.
Una delle cose che mi ha lasciata particolarmente insoddisfatta è stata la preparazione di questo gruppo ad un disastro simile: abbiamo capito che la serie è dedicata ai giovani, okay, il problema è che qui tutto ciò che riguarda guerra-dolore-sofferenza viene completamente addolcita, tanto che ne resta ben poco, e la sensazione di pericolo e disperazione è praticamente inesistente, probabilmente ciò è dovuto al fatto che il nostro gruppo di eroi è super equipaggiato! Fuoco, fornelli, cibo, acqua, armi, medicinali, shampoo, spazzolini, vestiti.. è un po' difficile captare la disperazione, quando gli unici scampati al disastro sembrano semplicemente in campeggio.
Il libro è molto semplice e lineare, non ti trasporta nella storia abbastanza da appassionarti, ma al tempo stesso non ti esclude tanto da fartela disprezzare.. si è sempre un po' in bilico sul "così-così".
Nonostante il tono leggermente polemico che (mi sono appena accorta) ho mantenuto in tutta la recensione, il libro è piacevole e scorrevole, semplicemente lo si deve leggere se si è in cerca di un'avventura, e non di un libro più intenso e serio.

Citazioni:
Così, dunque, agiva la natura. La zanzara provava dolore e panico, ma la libellula non conosceva la crudeltà. Non aveva immaginazione e quindi non poteva immedesimarsi nella sua vittima; si godeva il pasto e basta. Parole come "male" e "cattivo" non significavano niente, per la natura. Sì il male era un'invenzione dell'uomo.

I consigli dell'Antro:
Cibo/bevanda: acqua
Da leggere: in viaggio sul treno
Voglia di: avventura

3 commenti:

  1. La penso esattamente allo stesso modo. Anche io l'ho definita più un'avventura che un libro sulla guerra. Peccato :(

    RispondiElimina
  2. Cavolo, adesso però non so se voglio leggerlo o meno... vedremo come andrà sviluppandosi la storia :D

    RispondiElimina
  3. Come avevi letto su Facebook, ho visto l'altro giorno il film. Alla fine, mi è piaciuto, non è il massimo, ma un film carino. Avevo voglia di leggere il libro, ma la tua recensione forse mi ha fatto cambiare idea, non so se ho voglia di spendere soldi per un libro che potrebbe non piacermi.

    RispondiElimina

Se volete restare anonimi, firmate anche con un nome qualsiasi: saprò a chi rivolgermi quando risponderò ai vostri commenti!