venerdì 3 marzo 2017

Recensione "Il Regno della Polvere", di G. Giungi

Buongiorno Lettori! La settimana di vacanze sta per terminare, devo dire che questa piccola pausa ci serviva proprio, l'influenza sembra finalmente passata e la primavera è alle porte - manca ancora qualche settimana, ma il calduccio ormai inizia a farsi sentire- quindi spero di lasciarmi alle spalle questo inverno pieno di malesseri. Oggi intanto sono ancora qui ad occuparmi del blog e a parlarvi della mia ultima lettura. Il romanzo è disponibile in cartaceo solo ad Ancona, ma potete reperirlo senza problemi in versione ebook a 4,99€!

Frammenti di un mondo diverso nell'esperienza
atipica di un ufficiale italiano.


Titolo: Il Regno della Polvere
Autore: Gregorio Giungi
Prezzo:15,00€ (4,99€ ebook)
Pagine: 193
Pubblicazione: 2016
Editore: Autopubblicato
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Trama: Il Regno della Polvere racconta l'esperienza militare ed umana di un ufficiale italiano in missione in Afghanistan al seguito dell'ISAF (International Security and Assistance Force) negli anni 2006 e 2008, l'epoca in cui la "insurgency" afghana prese pericolosamente corpo. La sua visione della campagna afghana – ironica, pungente, realistica – vuole offrire al Lettore elementi informativi nuovi e poco dibattuti, nonché interessanti spunti di riflessione riguardo i possibili sviluppi nel teatro afghano e nella macro-regione correlata. Ma anche e soprattutto, spiegargli che cosa sono veramente le moderne guerre di intervento nel concetto strategico-operativo delle democrazie occidentali. E farlo riflettere riguardo a cosa succede quando mondi troppo diversi si sovrappongono.


Il libro di cui sto per parlarvi è l'ultimo lavoro di un autore che avevo già avuto il piacere di conoscere grazie al suo primo romanzo, I diari della bicicletta - Storie di salotto e di trincea, opera che avevo molto apprezzato e di cui vi avevo parlato sempre qui sul blog, qualche anno fa.  Esprimere un parere su Il Regno della Polvere mi viene davvero difficile, non mi sento all'altezza di dare un parere personale, nel senso che si tratta di una testimonianza impegnativa, che ha come scopo quello di informare il lettore e di affrontare la guerra da un punto di vista diverso da quello che siamo abituati a vedere in Tv. Io, però, sono l'ultima persona al mondo a poter dare un giudizio su un testo del genere. La guerra e la politica sembrano lontani anni luce dalla mia realtà quotidiana, ma proprio per questo ho apprezzato la lettura: con il suo stile schietto e pungente l'autore è riuscito darmi degli ottimi spunti su cui riflettere, e a farmi prendere coscienza di una realtà così diversa da quella a cui sono abituata.

Gli abitanti del Regno della Polvere adesso non erano più fotografie,
ma persone concrete. Erano le facce che incontravo nelle mie
spedizioni nei villaggi della provincia di Kabul, i "villaggi del nulla".

Penso che sia importante mettere nero su bianco le proprie conoscenze quando si ha alle spalle un'esperienza militare come quella vissuta dall'autore, che attraverso queste pagine permette al lettore di scoprire retroscena di un paese a noi pressoché sconosciuto. Naturalmente la lettura non è delle più leggere, la terminologia utilizzata è complessa e proprio per questo motivo ho dovuto dedicargli tempo e concentrazione, ma d'altronde si tratta di una biografia che va a classificarsi quasi come un saggio. La mia opinione probabilmente non vale molto, non ho le competenze per poter valutare una testimonianza di questo tipo, ma nel mio piccolo, da lettrice qualunque, sono felice di aver avuto l'occasione di leggere queste pagine. Spesso è più facile ignorare ciò che non conosciamo, quando invece il primo passo per cambiare le cose è proprio l'informazione. Guardare in faccia la realtà è difficile, ma fondamentale, e sono sicura che in futuro rileggerò Il Regno della Polvere, perché ho la sensazione che ci siano ancora molti messaggi da cogliere in questo testo, e una rilettura mi aiuterà a farne ancora più tesoro. Nel complesso è stata quindi una lettura molto positiva e interessante, che mi sento di consigliare a chi non teme i testi impegnativi.

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Genere: testimonianzabiografia militare
Dello stesso autore: I diari della bicicletta (2011)
Voglia di: una lettura complessa e interessante

1 commento:

  1. Mi piacerebbe leggerlo... ma non credo sia questo il momento adatto per una lettura impegnativa... magari piu avanti...
    Un bacio

    Nuovo post sul mio blog!
    Se ti va ti aspetto da me!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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